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Campionato di calcio Serie A stagione 2018/2019: cronache, classifiche e... soprattutto commenti

Ultimo Aggiornamento: 30/12/2018 00.02
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Sassuolo-Atalanta 2-6, tripletta di Ilicic

Lo sloveno subentra e decide la partita.
La squadra di Gasperini sale a 4 punti dalla zona Champions


È sparito il Sassuolo. Ma sparito sparito. Se ne sono viste due tracce (durante una gara persa e strapersa) più per volontà che per meriti veri, perché per il resto c’è stata l’Atalanta, tanta Atalanta, troppa Atalanta: tripletta di Ilicic, gol e traversa di Gomez, poi Mancini e Zapata. Due a sei, e i numeri danno con evidenza innocenti e colpevoli. La gara è durata il tempo per far illudere i neroverdi, all’inseguimento ma poi quasi sempre schiacciati e infine umiliati da un risultato che riporta alla mente quello 0-7 contro l’Inter in casa datato settembre 2013. Una batosta allora e ancor più fragorosa adesso. De Zerbi dovrà lavorare su testa e gambe: fisicamente e nei meccanismi quel bel Sassuolo di inio stagione si è liquefatto.

ASSETTI — De Zerbi sceglie Matri al centro dell’attacco (e sbaglierà anche un gol quasi fatto), mette Babacar in panchina e proprio lì, accanto a lui, rivede Boateng dopo l’infortunio patito contro il Parma che lo ha lasciato out quasi due mesi. La missione è una soltanto: vincere in casa, cosa che non succede dal 3-1 all’Empoli, gara datata 21 settembre 2018. L’Atalanta, invece, vuole continuare a sfruttare il suo buon momento dopo il 2-2 con la Juventus, l’emersione dopo un avvio difficile e quell’eliminazione (primordiale) dall’Europa League: Gasp punta ovviamente su Zapata e dietro a lui mette Barrow e unp scatenato Gomez; Palomino è in mezzo alla difesa, dentro Pasalic e fuori Ilicic (che poi entrerà spaccando ulteriormente e completamente la partita).

SUPERIORITÀ — L’Atalanta asfissia da subito, il Sassuolo agisce di contropiede e non è la solita macchina da guerra di De Zerbi, perché ha poco fiato, paura di sbagliare e perché si trova a lavorare più coi palloni lunghi che con fraseggi. Dopo la prima occasione firmata (o quasi) da Matri (il numero 10 viene tappato da Palomino dopo palla filtrante di Locatelli al 10’), ecco che l’Atalanta lavora la palla e la nasconde: arriva al gol con Zapata di testa su punizione di Gomez al 19’ e al raddoppio proprio col Papu che si accentra, esplode il sinistro oltretutto toccato da Magnani. Gomez non segnava dall'11 novembre, due a zero per Bergamo e nel mezzo dell’esondazione atalantina c’è un’occasione per Matri: solo, girata a lato, gol sbagliatissimo. Al minuto 44’, poi, la superiorità è schiacciante: solo Consigli evita lo 0-3 alla fine del primo tempo su tiro di Zapata.

LUNA PARK — Il Sassuolo s’illude all’inizio del secondo tempo: de Zerbi deve aver urlato di tutto ai suoi che rientrano trovando il 2-1. Volata di Duncan a destra, Mancini non copre e l’interno con gli occhi delle big addosso infila la palla di potenza sul primo palo. Reazione definitiva? No: perché l’Atalanta su angolo battuto da Gomez vede Hateboer fare la torre per Mancini che tutto solo infila il 3-1. Ma il Sassuolo è bestia da calcio che non se ne sta buona: tiro di Duncan da fuori area, deviazione di Palomino e 3-2. Un inizio di Lato B da Luna Park. In cui poi entra Boateng, Di Francesco sfiora il pari (Berisha respinge di piede), con Gasp che infila Ilicic per il bravo Barrow: c’è ancora tempo per una traversa colpita da Papu Gomez (su mezza magia proprio di Ilicic) e per la definitiva e schiacciante vittoria dell’Atalanta che con la tripletta di Ilicic arriva al 2-6. Brutta botta per De Zerbi, i problemi sono enormi. Di tenuta e carattere.

Matteo Dalla Vite

Fonte: Gazzetta dello Sport



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Udinese-Cagliari 2-0, Pussetto show stende i rossoblu

I friulani dopo cinque turni ritrovano la vittoria e si allontano dalla zona retrocessione.
Cragno para un rigore a Lasagna. In rete anche Behrami.
Espulsi Ceppitelli e Mandragora



Al terzo scontro diretto consecutivo l’Udinese fa un passo (importante) verso la salvezza, ritrovando la vittoria dopo due pareggi e segnando finalmente più di un gol in casa, come non le succedeva da più di un anno. Il passo del Cagliari invece è indietro, e clamoroso, rispetto alla vittoria con il Genoa. Alla fine di una partita anche nervosa (due rossi e due ricorsi al Var di Mariani), ma giocata con ben altra determinazione, la vittoria della squadra di Nicola è indiscutibile, considerando anche il rigore del possibile 3-0 sbagliato da Lasagna.

LE SCELTE — Nessuna sorpresa da Nicola, ad eccezione di Behrami (che rientra) impiegato da interno destro, con Mandragora riportato davanti alla difesa. Il vivacissimo D’Alessandro è confermato sulla fascia sinistra, con Lasagna-Pussetto coppia offensiva. Per Barak, rientrato da poco, ancora un inizio in panchina. Varie novità invece nel Cagliari: Maran non chiede straordinari dal 1’ a Pavoletti, tornato da poco, e con pochi allenamenti alle spalle, dopo un infortunio: al suo posto Cerri, con Ionita mezzala e Joao Pedro recuperato in extremis da trequartista alle spalle delle punte. Sulla sinistra della linea difensiva né Padoin né Pajac, ma Pisacane, che lascia a Romagna il ruolo di centrale accanto a Ceppitelli.

PRIMO TEMPO — Solo un paio di brividi per i due portieri prima del gol che stappa la partita: al 17’ un tiro di Larsen - da subito il migliore dell’Udinese - respinto con i pugni da Cragno (e Pussetto conclude male sugli sviluppi dell’azione), al 27’ risposta simile di Musso a un colpo di testa di Cerri su suggerimento di Joao Pedro. L’1-0 Udinese è un premio alla tenacia di Opoku che conquista un pallone trasformato in assist da Larsen con un immediato cambio gioco: Pussetto ruba il tempo a Srna, in ritardo, e sblocca la partita con un diagonale di sinistro. Giusto così perché fino a quel momento l’Udinese ha se non altro attaccato di più: inconsistente il Cagliari soprattutto dalla metà campo in su, l’unica scossa dopo lo svantaggio arriva da Joao Pedro, che conclude aprendo troppo il tiro dopo uno-due con Bradaric.

SECONDO TEMPO — La partita gira definitivamente dopo 5’ della ripresa, quando Ceppitelli abbocca alla pressione di Pussetto che gli ruba palla, vola in porta e viene atterrato dal difensore rossoblù: rosso ma senza gol convalidato a Lasagna (che era arrivato da dietro a segnare) erché l’arbitro aveva fischiato prima della conclusione. In dieci il Cagliari crolla, dopo meno di 10’: su servizio da sinistra di D’Alessandro, Pussetto spalle alla porta serve Behrami che indovina lo spiraglio giusto. Lasgana potrebbe chiudere la partita al 14’, quando Barella in ritardo, lo atterra in area, ma il centravanti bianconero si fa respingere la conclusione dal dischetto da Cragno. Al Cagliari non basta che al 33’ venga ristabilita la parità numerica, per fallo di Mandragora su Cerri. Anzi, è l’Udinese che per due volte va vicina al 3-0: prima reclamando un rigore per trattenuta in area di Cerri su Larsen (ci stava il rigore) e poi, al quinto minto di recupero, con l’ennesimo tentativo di Fofana, murato da Cragno.

Andrea Elefante

Fonte: Gazzetta dello Sport



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Napoli-Bologna 3-2: doppio Milik e Mertens, Ancelotti torna a sorridere

Partita sulle montagne russe:
ai partenopei servono due gol del polacco e il guizzo decisivo di Mertens per piegare i rossoblu



La strana coppia tiene il Napoli aggrappato alla Juventus, anche se 9 punti di distacco sono davvero tanti. Ma il San Paolo vuole crederci. La doppietta di Milik, dieci gol in campionato, e la rete vincente di Mertens, che non segnava dal 2 novembre, hanno evitato il sorgere di una crisi. Perché c’è da dire che il Bologna ha giocato una partita esemplare, soprattutto sul piano tattico, mentre la difesa napoletana ha incassato due gol su altrettante palle inattive. Ottima la prestazione di Palacio che, da solo, ha mandato in tilt la difesa napoletana.

NOVITÀ — Ancelotti deve fare a meno degli squalificati Koulibaly e Insigne e dell’infortunato Hamsik. Le assenze gli danno l’opportunità di riproporre Simone Verdi, al rientro dopo l’infortunio muscolare. Con lui, c’è pure Malcuit, sulla destra. Inzaghi, invece, punta su Palacio alle spalle di Santander e prova a giocarsi la partita. Insomma, niente barricate, il suo Bologna non vuole sapere di arrendersi prima ancora d’iniziare. E sono proprio gli emiliani che sorprendono per la partenza sparata. Poli (4’) sfiora il palo con un tiro d’esterno destro su suggerimento di Palacio. Quattro minuti più tardi i due si ripetono, stavolta Meret para.

ANCORA MILIK — Il Napoli gioca molto sulle fasce, dove Malcuit e Ghoulam spingono con insistenza. Il gol, però, arriva nel bel mezzo di una mischia e lo segna Arek Milik dopo due tentativi di Mertens respinti dalla difesa avversaria. Il collettivo di Ancelotti ha l’opportunità per raddoppiare, ma sul tiro a giro di Mertens (25’) Skorupski si supera volando all’incrocio dei pali e deviando in angolo. Un quarto d’ora di pressione azzurra, poi il Bologna riprende a affacciarsi nella metà campo napoletana. Santander calcia a lato (29’) da buona posizione. Ma è sempre Milik a tenere in apprensione i due difensori centrali di Inzaghi: al 33’ stacca sull’angolo di Ghoulam, il pallone pizzica la traversa. Un minuto dopo ancora lui, sempre di testa, sul cross di Verdi, la palla finisce di poco fuori.

STACCO VINCENTE — Stacca Milik, ma stacca anche Santander, sul finire del primo tempo (37’), per deviare in rete la sponda di Palacio sulla punizione battuta da Poli. Qualche minuto dopo l’attaccante è costretto a lasciare il campo per un problema muscolare. Al suo posto, Inzaghi inserisce Falcinelli. Un brutto colpo, per il Napoli, il pareggio del Bologna. Anche perché Ancelotti avrebbe preferito andare all’intervallo con il gol di vantaggio. Ma i suoi difensori non sono nella serata migliore, l’assenza di Koulibaly pesa.

DECIDE MERTENS — E’ più deciso, il, Napoli, nella ripresa. La pressione è costante, il Bologna è costretto a arretrare. A 6’, Malcuit s’inventa un cross d’esterno destro sul quale si avventa Milik, sovrastando Mattiello per battere Skorupski. Stavolta, però, i napoletani sono più attenti, concedendo all’avversario soltanto qualche ripartenza, come al 10’ quando Palacio mette fuori di testa un cross di Mattiello. Ancelotti richiama in panchina Verdi e Ghoulam per inserire Fabian Ruiz e Mario Rui, mentre Inzaghi sostituisce Svanberg con Nagy. Il Bologna non molla, vuole il pareggio e lo ottiene al 35’, ancora su palla inattiva. La punizione di Pulgar viene girata di testa in rete da Danilo. Ci vuole la giocata del singolo, in ogni modo, per consentire al Napoli di ritornare in vantaggio. Ed è quella di Mertens (43’) che infila il pallone sulla destra dell’estremo difensore bolognese. Un gol insperato, che regala ad Ancelotti tre punti pesanti. Ma il Bologna non avrebbe rubato nulla se avesse tenuto il pareggio.

Mimmo Malfitano

Fonte: Gazzetta dello Sport



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Milan-Spal 2-1: decide Higuain, dopo i gol di Petagna e Castillejo.
Suso espulso

I rossoneri vincono in rimonta e riavvicinano il quarto posto: Lazio a un punto.
Lo spagnolo vede rosso e salta la Supercoppa con la Juve. Donnarumma super nel finale


Il Milan ritrova la vittoria, quello di cui squadra e allenatore avevano più bisogno. Non tanto per la classifica che resta compressa, quanto per salvare la panchina e dimostrare di essere ancora competitivi. Rino si affida al modulo che conoscono meglio lui e i giocatori: a farne le spese è Cutrone, in panchina per fare spazio a Castillejo a sinistra e al recuperato Suso a destra. Nella Spal il pericolo è Petagna. Dalla partenza lanciata i rossoneri sembrano voler inviare un messaggio a tutto l'ambiente: noi siamo con l'allenatore. E per mettere subito le cose in chiaro ecco una serie di calci d'angolo e una pressione che resta costante dalle parti di Gomis. Su uno dei tanti corner, Romagnoli segna ma il vantaggio è subito cancellato della Var per fuorigioco. Così alla prima uscita avversaria Petagna ha il tempo di girarsi (Romagnoli non gli copre lo spazio) e di calciare: una deviazione inganna Gigio e su San Siro cala il silenzio. Quando il Milan incontra la prima difficoltà si scioglie, era stata l'ultima autocritica dell'allenatore: stavolta invece la reazione c'è ed è immediata con Castillejo, che fa subito pari con un missile mancino. Dopo 395 minuti il Milan ritrova il gol. E subito si rimpossessa del gioco e della partita: le occasioni migliori per ribaltarla sono di Bakayoko, che alza sopra la traversa, e Calhangolu, a lato.

FINALMENTE HIGUAIN — Fino a quel momento, inteso come il gol di Higuain, il Milan sembrava aver calato il ritmo. I cambi di Rino hanno prodotto la scossa: è la discesa di Calabria ad avviare l'azione, rifinita da Calhanoglu, che permette al Pipita di ritrovarsi la palla tra i piedi. Controllo e ricerca dello spazio sono perfetti, il bolide sganciato sotto la traversa ugualmente preciso. Inizia qui la festa di San Siro: l'attaccante è travolto dai compagni, abbraccia l'allenatore, esulta finalmente di una rabbia positiva. Rimessa la partita sui binari giusti e sbloccato il proprio centravanti, il Milan pensa a controllare la partita, e la Spal fa poco per scardinare l'ordine rossonero. A Bakayoko e Calhanoglu replicano Cionek e Petagna, tutti con molta meno freddezza di Higuain. Il più preciso sarebbe Fares ma c'è spazio per l'ennesimo miracolo di Donnarumma. Così San Siro ha ritrovato tutti i suoi eroi.

Alessandra Gozzini

Fonte: Gazzetta dello Sport



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SERIE A 2018/2019 19ª Giornata (19ª di Andata)

29/12/2018
Juventus - Sampdoria 2-1
Chievo - Frosinone 1-0
Empoli - Inter 0-1
Genoa - Fiorentina 0-0
Lazio - Torino 1-1
Parma - Roma 0-2
Sassuolo - Atalanta 2-6
Udinese - Cagliari 2-0
Napoli - Bologna 3-2
Milan - Spal 2-1

Classifica
1) Juventus punti 53;
2) Napoli punti 44;
3) Inter punti 39;
4) Lazio punti 32;
5) Milan punti 31;
6) Roma punti 30;
7) Sampdoria punti 29;
8) Atalanta punti 28;
9) Torino punti 27;
10) Fiorentina punti 26;
11) Sassuolo e Parma punti 25;
13) Cagliari e Genoa punti 20;
15) Udinese punti 18;
16) Spal punti 17;
17) Empoli punti 16;
18) Bologna punti 13;
19) Frosinone punti 10;
20) Chievo(-3) punti 8.

(-3) Il Chievo sconta la penalizzazione per la sentenza del Tribunale della Federcalcio.

(gazzetta.it)



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30/12/2018 00.02
 
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Juventus campione d'inverno e campionato che va in pausa (secondo il modello inglese) fino al 19 gennaio prossimo con gli anticipi della 20ª giornata (1ª di ritorno).

Buone feste a tutti !



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