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Campionato di Calcio Serie A 2020 - 2021. Tutte le partite - Calendario - Commenti.

Last Update: 9/24/2020 1:00 AM
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Ad un mese e mezzo circa dalla fine del precedente torneo, recuperato in piena estate a causa della pausa forzata dovuta all'emergenza sanitaria da Covid-19, il campionato di calcio italiano, con la prima giornata di Serie A spezzettata in quattro momnti, il 19, il 20, il 21 e il 30 settembre, con poche certezze (il mercato estivo, in pratica, è ancora aperto) e tanti dubbi. Il primo riguarda principalmente la tutela della salute di squadre e pubblico, proprio in questi giorni in cui anche in Italia, oltre che in quasi tutto il mondo, l'epidemia sembra inarrestabile in attesa di un vaccino. Se, dunque, concludere in modo regolare la precedente stagione è stata una scommessa vinta anche grazie al momento di minor circolazione del virus da quando è cpminciata l'emergenza, la ripartenza del nuovo torneo sembra presentare tanti più dubbi anche perché il caldo torrido ben presto lascerà campo al clima autunnale e quindi invernale. Gli stadi, quindi, dovrebbero restare ancora chiusi al pubblico, anche se pare che ci sia uno spiraglio per consentire l'ingresso agli spalti a mille persone (saranno estratte a sorte ?), mettendo così ancora a dura prova le risorse dei club (visti anche gli scarsi affari conclusi finora).

Dal punto di vista sportivo, la vera novità è l'avvicendamento sulla panchina della Juventus di Andrea Pirlo al posto di Sarri, defenestrato dopo l'infausta conclusione dell'avventura europea e la balbettante prestazione complessiva della squadra anche nelle giornate finali del campionato, vinto per un solo punto sull'Inter di Antonio Conte, senza contare la delusione della finale di Coppa Italia.

La Juventus, alla caccia del decimo titolo nazionale consecutivo e dell'agognata coppa con le orecchie, resta la favorita in ogni caso. C'è Ronaldo, resta Dybala (almeno per ora), Higuain fuori dal nascente progetto del nuovo corso. Si spera in qualche arrivo dell'ultima ora (Dezko dalla Roma però pare sfumare proprio nelle ore), si spera nel recupero di Chiellini dopo la sfortunata stagione scorsa costellata di infortuni ma soprattutto nelle idee di Pirlo, scommessa a sorpresa della Juve.

Le rivali dei bianconeri sono più o meno le stesse del precedente campionato. Le milanesi, però, un gradino su tutte, soprattutto l'Inter del confermato Antonio Conte. Confermati anche Pioli e Gattuso sulle panchine di Milan e Napoli rispettivamente. Da Napoli, però, è partito Milik con destinazione la Roma giallorossa.
Non sono più sorprese ma certezze l'Atalanta e la Lazio.

Il fischio d'inizio è previsto sabato pomeriggio alle 18:00 con l'anticipo a Firenze tra Fiorentina e Torino.
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Fiorentina: Chiesa inventa, Castrovilli segna.
Al Toro non basta un grande Sirigu



La squadra di Iachini vince il primo match del campionato grazie
a un guizzo del centrocampista, innescato da un numero di Federico. Successo meritato


Nicola Cecere

Il via del nuovo campionato si colora di viola. Grazie a un guizzo di Chiesa capitalizzato dal gioiellino Castrovilli, la formazione di Iachini mette sotto un Torino in chiaro deficit di preparazione atletica: e non è una sorpresa. La squadra di Giampaolo, penalizzata durante la preparazione dal covid e altri contrattempi, regge nel primo tempo e poi crolla letteralmente nel secondo, dove in troppi spariscono dal campo. In quel primo tempo giocato alla pari, c’è sì una maggiore pressione della Viola costantemente neutralizzata però dal palleggio orizzontale del Toro, al quale mancano le verticalizzazioni per poter fare male. Quando Linetty riesce a inventare un passaggio in area per Berenguer, il tiro immediato dello spagnolo sarebbe letale senza la reattività di Dragowski, che si inarca per respingere la sfera (22’). Non è questa la prima palla gol e non rimarrà l’ultima di una prima frazione in cui i ritmi non riescono a decollare a causa del gran caldo e della disposizione molto corta di entrambe le formazioni: si gioca in quaranta metri e quindi trovare gli spunti nello spazio è praticamente impossibile. Unica eccezione Biraghi.

IL PERICOLO DALLA SINISTRA — L’ex esterno interista percorre la sua corsia mancina con continuità e buoni esiti al cross. Ne mette diversi, insidiosi e precisi e l’attaccante che riesce a beneficiarne è sempre lo sgusciante Kouame, abile a prendere il tempo ai difensori granata ma non inesorabile nella successiva conclusione aerea. Al primo tentativo mette fuori (18’), ma nelle altre due occasioni inquadra la porta e qui è Sirigu a balzare sotto i riflettori con due parate decisive.

LE PRODEZZE DI SIRIGU — Al 43’ il portiere respinge come può spedendo la sfera addosso ad Ansaldi e poi sventando l’autogol inconsapevole dell’argentino; al 46’ Sirigu arriva con un colpo di reni a impedire giusto in extremis che la sfera superi la linea bianca: autentico miracolo. In avvio di ripresa Biraghi si mette in proprio decidendo di andare egli stesso al tiro su suggerimento di Castrovilli. La conclusione risulta imparabile ma la rete viene cancellata dal controllo Var: il giocatore viola parte in fuorigioco (2’). Poco dopo è Kouame a incornare di nuovo il puntuale cross di Biraghi dalla sinistra. Mira sbagliata e c’era pure la posizione di offside.

ZAZA, CHE ERRORACCIO! — Al 16' è il Toro che potrebbe colpire duro. Ribery calcia di fretta una punizione nella propria metà campo e finisce per servire Zaza che può avanzare verso la porta viola protetta solo da Ceccherini che deve preoccuparsi pure di Belotti, liberatosi a sinistra. A Zaza basta un passaggio elementare di dieci metri per mandare il Gallo a tu per tu con Dragowski (17’) ma il suggerimento viene clamorosamente sbagliato. La risposta viola è in un affondo del tandem Chiesa-Bonaventura chiuso da un sinistro largo. Al 26’ è Chiesa a farsi luce su imbeccata di Ribery ma il diagonale è largo.

LO SPUNTO DI CHIESA — La ripresa risulta più emozionante perché le squadre si sono allungate. La preparazione atletica è imperfetta e determina un costante arretramento del Torino che non riesce a tenere gli avversari lontano dalla propria area. Gli uomini di Iachini ne approfittano per sfondare. Chiesa mette a frutto il suo spunto in velocità bruciando facilmente Ansaldi e spedendo un traversone rasoterra sul palo opposto dove Castrovilli arriva puntuale al tap-in. La reazione del Toro è in un destro senza pretese di Zaza dal limite dell’area. C’è poi al 94’ una girata vincente di Belotti ma in posizione di chiaro fuorigioco. Brinda la Fiorentina.

Fonte: Gazzetta dello Sport
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Verona e Roma sbattono sui legni:
bella partita, ma niente gol al Bentegodi


Due squadre destinate a cambiare col mercato offrono 90’ godibili:
per Tameze, Dimarco e un inarrestabile Spinazzola le occasioni migliori


Jacopo Gerna


Difficile avere certezze alla prima di campionato. Eppure lo 0-0 del Bentegodi con cui Verona e Roma iniziano la stagione lancia alcuni segnali molto chiari. Il Verona, oggettivamente più debole della squadra rivelazione dell’anno scorso (assieme all’Atalanta), riparte dalla stessa mentalità che gli ha trasmesso Juric, serio candidato alla Panchina d’oro. I vari Rrrhamani, Amrabat, Kumbulla (venduto proprio alla Roma) e Pessina non ci sono più, Lazovic è infortunato. Dal mercato finora è arrivato pochino: la squadra ha perso qualità, ma gioca una partita solida, che le porta un punto meritato. Concede poco ed è messa molto bene in campo. La Roma di Fonseca è più che mai un cantiere aperto: senza centravanti (Dzeko è in panchina in attesa di andare a firmare per la Juve), con Cristante arretrato in difesa in attesa di Kumbulla e, chissà, di Smalling. La formazione sembra un po’ improvvisata in attesa del 5 ottobre, giorno di chiusura del mercato. Karsdorp, già venduto al Genoa, è il titolare a destra, solo per portare un esempio. Impossibile sbilanciarsi troppo coi giudizi in un simile contesto.

POTENZIALE — Fonseca si gode uno Spinazzola devastante a sinistra: solo il palo gli nega il gol all’86’. Ma in precedenza era il Verona a essere fermato dai legni, con Tameze e Dimarco. Pedro e Mkhitaryan, stranamente impreciso in due occasioni da gol nel primo tempo, sono giocatori di spessore internazionale, il terzetto con Milik sarebbe più che stuzzicante. Ed è verosimile che con 21 conclusioni a rete, come al Bentegodi, i gol sarebbero più di zero. Pellegrini e Veretout sono certezze in mezzo al campo. Ma in attesa degli intrighi di mercato, si gioca senza punta centrale. Dici poco. E infatti manca la concretezza nelle rare chance concesse dal Verona. Che mette un primo mattoncino di una stagione che si preannuncia più complessa dell’ultima.

Fonte: Gazzetta dello Sport
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Si riparte! [SM=x1583472]





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Mertens-Insigne e Gattuso sorride, bel Napoli a Parma.
Che esordio di Osimhen!



Due gol nella ripresa condannano Liverani.
Gran debutto del nigeriano, entrato nella ripresa e protagonista in quasi tutte le azioni offensive


Mimmo Malfitano

Quelli che non tradiscono mai, ai quali Rino Gattuso si affida per la prima vittoria. Sono di Dries Mertens e di Lorenzo Insigne le prime reti del nuovo Napoli che di nuovo, però, non ha presentato niente relativamente alla formazione iniziale. Poi, quando nella ripresa è entrato Victor Osimhen, il Parma è stato costretto alla resa, dopo aver tenuto testa all'avversario per i primi 60 minuti. Ma la differenza l'ha fatta tutta lui, con quegli scatti straripanti, che hanno imbarazzato la difesa degli emiliani. Primi tre punti, dunque, per Gattuso. Importanti, perché ottenuti in un momento in cui la squadra sta facendo il rodaggio e ha bisogno ancora di qualche settimana per rendere al meglio. E' atteso da un lavoro intenso anche Fabio Liverani, perché il suo Parma fatica nella fase difensiva e crea poco per Inglese e Cornelius, la coppia di attaccanti.

Quelli che non tradiscono mai, ai quali Rino Gattuso si affida per la prima vittoria. Sono di Dries Mertens e di Lorenzo Insigne le prime reti del nuovo Napoli che di nuovo, però, non ha presentato niente relativamente alla formazione iniziale. Poi, quando nella ripresa è entrato Victor Osimhen, il Parma è stato costretto alla resa, dopo aver tenuto testa all'avversario per i primi 60 minuti. Ma la differenza l'ha fatta tutta lui, con quegli scatti straripanti, che hanno imbarazzato la difesa degli emiliani. Primi tre punti, dunque, per Gattuso. Importanti, perché ottenuti in un momento in cui la squadra sta facendo il rodaggio e ha bisogno ancora di qualche settimana per rendere al meglio. E' atteso da un lavoro intenso anche Fabio Liverani, perché il suo Parma fatica nella fase difensiva e crea poco per Inglese e Cornelius, la coppia di attaccanti.

FUORI OSIMHEN — La scelta di lasciare fuori Victor Osimhen era stata, in qualche modo, anticipata nei giorni di vigilia. E Rino Gattuso l'ha confermata poco prima dell'inizio della partita, quando sono state ufficializzate le formazioni. L'allenatore gli ha preferito Dries Mertens, una garanzia, per certi versi. A destra, invece, c'è Hirving Lozano, mentre Politano siede in panchina al fianco di Osimhen. In pratica, non ci sono volti nuovi in questo Napoli per l'esordio stagionale. Così come nel Parma, con la sola eccezione di Fabio Liverani in panchina. Il nuovo tecnico si affida alla coppia Inglese-Cornelius per provare a contrastare la fisicità di Manolas e Koulibaly. Il ritmo iniziale è alto, gli emiliani provano a sfondare a sinistra con Pezzella che, in velocità, sorprende Di Lorenzo, ma i suoi cross vengono regolarmente rimpallati. Il Napoli, invece, va per linee centrali, dove Zielinski viene seguito a uomo da Grassi.

ZERO TIRI — Le difese corrono pochi rischi e i due portieri restano spesso a guardare nei primi 45 minuti. Il Napoli tiene il possesso palla, ma fa fatica a verticalizzare. Anzi, non ci prova mai, si tende sempre a cercare Lozano sulla sinistra che è controllato a vista da Pezzella. Gattuso continua a incitarlo dalla panchina, ma a parte qualche dribbling, il messicano null'altro non concede ai 1000 spettatori del Tardini. La fase offensiva non convince da entrambe le parti. Mertens è isolato e per Iacoponi non è un problema tenerlo, mentre Insigne non riesce a saltare l'uomo per tentare la conclusione. Stessa cosa anche sull'altro fronte, dove Cornelius e Inglese non trovano gli spazi per puntare verso Ospina. E così il primo tempo dai conclude senza nemmeno un tiro in porta e con due giocatori, Demme e Darmian, ammoniti.

SVOLTA OSIMHEN — È più convinto, il Napoli, nella ripresa. Dopo 15 minuti, arriva la svolta. Gattuso richiama in panchina Demme e inserisce Osimhen. L'ingresso dell'attaccante nigeriano mette lo scompiglio nell'area parmense. Nel tentativo di evitarne una deviazione di testa che Iacoponi respinge debole, sui piedi di Mertens, che di piatto regala il vantaggio ai suoi (19'). E' scatenato, Osimhen. Va via a Darmian, dandogli un paio di metri in uno spazio ristretto e la conclusione viene respinta da Sepe. E' sempre lui che di tacco libera il destro di Lorenzo Insigne che sbatte sul palo. Col 4-2-3-1, sembra un altro Napoli, sicuramente più spregiudicato e meno prigioniero della lentezza di Demme che non favorisce la velocità degli attaccanti. Il Parma stenta a ritrovarsi e da un disimpegno sbagliato di Iacoponi, corto per Pezzella, scaturisce la conclusione di Lozano, respinta debolmente da Sepe: il tocco di Insigne per il raddoppio è cosa semplice semplice (30').

Fonte: Gazzetta dello Sport
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Il Genoa di Maran parte alla grande: poker al Crotone


Padroni di casa in gol con Destro, Pandev, Zappacosta e Pjaca, appena entrato.
Per gli ospiti rete del 2-1 di Riviere


Filippo Grimaldi


Tutto è opinabile, a maggior ragione adesso che la nuova stagione sta appena decollando. Eppure più del pesante 4-1 con cui il Genoa affonda il Crotone neopromosso, questo risultato dice già soprattutto molte cose su quel che sarà il cammino delle squadre di Maran e Stroppa. Del Grifone, con Zajc, Badelj e un superbo Zappacosta all’esordio, in campo con il consueto 3-5-2, già si intuisce il progetto di gioco e di squadra che il club sta portando avanti. Il recente passato fatto di troppi affanni pare già lontanissimo: questo mercato vuole spingere il Genoa stabilmente sopra la soglia-pericolo, e l’impressione è che la strada sia tracciata. Il Crotone, invece, rappresenta esattamente ciò che ad oggi Stroppa ben sapeva: un gruppo che ha basi solide e buone idee, ma va rifinito e rinforzato per non dover affrontare la sua terza esperienza in Serie A a handicap. Certe amnesie difensive, come quelle che hanno permesso dopo dieci minuti ai liguri di portarsi già sul due a zero, vanno cancellate in fretta: il liscio di Mazzotta (6’) che permette a Ghiglione di servire Destro per un gol che all’attaccante mancava da oltre un anno è da matita rossa, così come la disattenzione collettiva della retroguardia calabrese, con Goldaniga che serve Pandev per il raffinato pallonetto del macedone.

TIMIDO RISVEGLIO — Due a zero e gara chiusa? Macché: il Crotone va a sprazzi, ma con Messias alle spalle di Simy e Riviere sa rendersi pericoloso, anche se talvolta gli manca un po’ di cinismo. Al 15’ Perin salva il doppio vantaggio su Simy, e dopo la traversa di Destro (26’), arriva (29’) il 2-1 ospite: Molina dalla destra vede il francese sul primo palo, bravo ad anticipare Zapata e l’uscita di Perin. Crotone vivo, dunque, ma discontinuo. E così cinque minuti dopo arriva il gol-capolavoro di Zappacosta, che scappa sulla fascia sinistra, si accentra e piazza un tiro velenoso sul primo palo. Cordaz è battuto, risultato in cassaforte, o quasi. Già, perché se bisogna trovare un aspetto rivedibile della prestazione genoana, il riferimento va a certi sincronismi difensivi da registrare, che al 42’ portano al palo di Simy, prima che il portiere ospite si riveli decisivo su Ghiglione.

GESTIONE — Il doppio vantaggio all’intervallo è una dote troppo grande perché venga dilapidata dalla squadra di Maran, anche se la partenza della squadra di Stroppa dopo l’intervallo è sino al quarto d’ora su ritmi ben più alti del primo tempo. Gli sforzi, però, non producono risultati concreti, e neppure l’inserimento di Kargbo al posto di Riviere apre la difesa rossoblù. Maran fa esordire Pjaca al posto di Pandev, che impiega sei minuti – servito da Ghiglione - per piazzare un diagonale rasoterra velenoso che tocca il palo alla destra di Cordaz e vale il 4-1 finale. La partita finisce qui, anche se il numero uno del Crotone è super al 40’ su Destro, servito da Pjaca. Tanta roba, l’ex juventino, per il Grifone.

Fonte: Gazzetta dello Sport
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Il Sassuolo spreca, Simeone illude il Cagliari.
La pareggia Bourabia



I padroni di casa creano tanto e vengono puniti nella ripresa da un colpo di testa del Cholito.
Il marocchino si supera su punizione


Francesco Velluzzi

Eusebio Di Francesco stava per giocare un brutto scherzo alla squadra del cuore. A 13’ dalla fine il folletto Nandez se n’è andato in percussione, seminando il panico tra le maglie neroverdi, ha servito Joao Pedro che ha pennellato un gran pallone per Simeone che tutto solo ha colpito di testa. Roberto De Zerbi, che ha tentato il tutto per tutto, per partire nel migliore de modi, ha visto le streghe. Ma come? Gioco solo io e la perdo? Ci ha dovuto pensare il piede fatato di Bourabia su punizione per chiudere sull’1-1 la sfida tra Sassuolo e Cagliari che oggi abbraccerà Diego Godin come totem della difesa. Se poi tornerà anche Nainggolan la squadra sarà di alto livello. Per questo l’opera di Di Francesco comincia bene. Eusebio conosce alla perfezione l’avversario e non gli resta che chiudersi e provare a ripartire, cercando di frenare il gran palleggio dei neroverdi. Il Sassuolo non ha Boga e si sente, ma Haraslin nel primo tempo è una furia e la qualità di Berardi non si discute. Manca all’appello bomber Caputo che non sembra l’iradiddio della passata stagione. Alla fine sono pacche per tutti, soprattutto per Di Francesco, amatissimo da queste parti.

PRIMO TEMPO — De Zerbi ripropone Chiriches (che lo scorso campionato ha patito parecchio) al centro della difesa in coppia con Ferrari. Toljan e Rogerio si occupano delle corsie. Accanto a Locatelli c’è Obiang in mezzo. Di Francesco, consapevole che Sottil non è ancora al top, tiene alto Nandez a destra nel tridente con Simeone e Joao Pedro e regala il debutto da titolare in A a Fabrizio Caligara. In regia c’è il nuovo arrivato Marin. Il Cagliari, però, è subito preso in mezzo dal palleggio di Obiang e soprattutto Locatelli che è su un altro livello rispetto a Caligara. Ma è soprattutto Haraslin a sinistra che crea problemi a Faragò che dopo 7’ è già ammonito. Il tiki taka dei neroverdi stordisce il Cagliari che pressa individualmente e chiede anche a Joao Pedro di sacrificarsi dietro per frenare le discese di Toljan che si sovrappone con Berardi che preferisce accentrarsi. Il Sassuolo è padrone del campo, ma non concretizza. Il primo tiro dei sardi arriva su punizione di Lykogiannis. Facile per Consigli, dopo 22’. Il Cagliari soffre, ma comincia a trovare un po’ di coraggio. Tanto che l’occasione più ghiotta capita a Simeone che su un pallone difficile controllato da Joao deve mandarla dentro di testa. Cerca la precisione e la manda alta. A fine tempo è Cragno che si fa trovare pronto sul colpo di test di Haraslin, imbeccato da Berardi. Ma lo slovacco poteva angolarla meglio. L’ultimo colpo di testa è del Cagliari, al terzo minuto di recupero. Faragò scende per la prima volta pulito e scodella un cross per Simeone che spedisce fuori.

SECONDO TEMPO — Si riparte con un cambio: Pisacane (mossa vincente, perché risulterà uno dei tre migliori chiudendo tutto) prende il posto di Klavan che gli era stato preferito in partenza. Il canovaccio è lo stesso del primo tempo: il Sassuolo dirige le operazioni, ma non riesce a trovare la via della rete, il Cagliari aspetta, si difende, soffre, ma quando ha l’occasione fa male. Dopo 5’ la gran botta di Nandez, il migliore, è respinta con i pugni da Consigli. Anche Chiriches che non trattiene Simeone incappa nel giallo. De Zerbi vuole vincerla e ricorre al triplo cambio, serve energia e forza fresca per il gioco che fa : dentro Kyriakopoulos, Bourabia e Defrel (per Roberto, Obiang e Haraslin). Di Francesco fa esordire in A Zappa che prende il posto di Caligara. Dentro anche Muldur per Toljan. E pure Di Francesco inserisce Sottil (al debutto) e Oliva per Rog e Marin. Ma da tutto ciò trae giovamento il Cagliari che al 32’ sulla percussione di Nandez pesca il colpo vincente: l’uruguagio allarga per Joao Pedro che pennella alla perfezione per Simeone che, lasciato colpevolmente solo da Ferrari, di testa batte Consigli. Ma non può finire così e a tre minuti dalla fine ci vuole una magistrale punizione di Bourabia per trovare il pareggio. Che è giustissimo.

Fonte: Gazzetta dello Sport
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Juve, tris alla Samp con Kulusevski, Bonucci e CR7.
E Pirlo azzecca tutto


Il nuovo allenatore, che lancia il giovane Frabotta a sinistra, ottiene subito buone risposte.
Lo svedese migliore in campo, Samp pericolosa solo nel finale


Fabiana Della Valle


Il Maestro non abbraccia e applaude, ricambiato. Erano in mille e di sicuro si sono divertiti, non solo perché hanno visto tre gol, ma anche perché la prima Juventus di Andrea Pirlo ha fatto vedere buone cose contro una Samp mai veramente pericolosa. Tre reti in cui si mescolano vecchi e nuovi, la spinta dell’esperienza e l’energia della gioventù: apre Kulusevski, lanciato subito nella mischia per necessità (out Dybala e Bernardeschi), raddoppia Bonucci e chiude Cristiano Ronaldo.

SORPRESA FRABOTTA — Pirlo si presenta al debutto allo Stadium serafico e senza un vero centravanti, con due nuovi acquisti subito in campo (McKennie oltre a Kulusevski) e il titolare che non t’aspetti: Gianluca Frabotta, classe ‘99, schierato terzino sinistro a sorpresa. Alex Sandro è infortunato, Pellegrini non convocato perché in partenza e il nuovo allenatore preferisce il giovane, già lanciato da Sarri a fine campionato, a De Sciglio (che entrerà nell’ultima mezz’ora, sfiorando anche il 2-0). Poche novità rispetto all’amichevole con il Novara, confermata la difesa a tre che diventa a quattro in fase di non possesso, Ramsey in versione trequartista e l’attacco a due, con Kulusevski centravanti per lasciare più libertà a Cristiano. Pirlo alla vigilia ha parlato di una squadra ha già assimilato i suoi concetti base e in effetti così pare: la Juve pressa, recupera alto e fa girare il pallone, il fraseggio è piacevole e non fine a se stesso.

IL GOL DEL DEBUTTANTE — La rete sblocca partita arriva al 14’, quando Kulusevski di sinistro trova l’angolino approfittando di un tiro di Ronaldo respinto dalla difesa, ma già qualche minuto prima il portoghese aveva sfiorato il vantaggio su verticalizzazione di Ramsey (uno dei più in palla): pallone deviato da Audero. Risultato che sarebbe potuto essere più rotondo già nel primo tempo, se non ci si fosse messa la traversa tra il 2-0 e Cristiano, dopo un’altra bella azione iniziata da McKennie (che ruba palla) e rifinita ancora da Ramsey. CR7 non si rassegna e ci riprova prima dell’intervallo, ma ancora senza successo. La Samp è molto abbottonata (con Bonazzoli unico attaccante e Quagliarella in panchina) e punta tutto sulle ripartenze, ma trova pochi spazi e si limita a contenere. Unico guizzo, un tiro fuori di De Paoli poco prima dello scadere della prima frazione.

BONNI&CR7 — Ranieri prova a cambiare lo spartito con Quagliarella, Ramirez e Yoshida, passando dal 4-5-1 al 4-3-1-2. E in effetti la Samp così ridisegnata qualcosa di più produce: le incursioni nell’area bianconera aumentano, ma l’indice di pericolosità resta basso, visto che il primo tiro in porta (di Quagliarella, che poi va vicino al 2-1 nel finale) a dieci minuti dal gong. Dall’altra parte c’è Cristiano che non ne vuole sapere di iniziare la stagione senza segnare: ritenta prima con un ambizioso tiro a volo su suggerimento di Cuadrado, poi su punizione (respinta con i pugni da Audero). Trova il varco giusto al 43’ con un diagonale perfetto, imbeccato ancora da Ramsey. Prima però c’era stata la zampata fu Bonucci, che aveva messo in ghiaccio il risultato poco dopo la mezz’ora con rete da centravanti di rapina, approfittando di svirgolate e rimpalli su un’azione di calcio d’angolo. Domenica la Juve affronterà la Roma all’Olimpico, chissà se con il nuovo centravanti o ancora no, di sicuro con tre punti e parecchie certezze in più.

Fonte: Gazzetta dello Sport
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Il Milan convince e Ibra fa una super doppietta:
Pioli riparte col 2-0 al Bologna

Lo svedese segna un gol per tempo (il secondo su rigore), la squadra di Mihajlovic pericolosa solo nel finale


Alessandra Gozzini


La stagione del Milan si apre come si era conclusa la precedente: con vittoria e tre punti. E, ancora, nel segno di Ibrahimovic. I due gol di Zlatan, uno per tempo, segnano il successo rossonero. Il Bologna si arrende allo svedese e al gioco organizzato di Pioli: un altro passo avanti rispetto al debutto europeo, un’altra dimostrazione di solidità. C’è molta strada davanti ma la direzione è quella giusta.

SUPER IBRA — Dopo lo scudetto post Covid il Milan cerca conferma nella nuova stagione: dopo aver giocato giovedì a Dublino, i rossoneri debuttano a San Siro. E nel primo tempo la fatica di coppa non si sente: la squadra è padrona del campo, e potrebbe segnare già prima del gol che sblocca l’equilibrio di Ibrahimovic. Pioli ritrova Rebic per Saelemaekers, conferma il giovane Gabbia al centro della difesa e l’altro baby, Tonali, inizia in panchina. Mihajlovic dall’altra parte presenta il nuovo acquisto De Silvestri, gli altri dieci undicesimi sono il blocco della passata stagione.

Il primo tentativo è dei rossoblù di Sinisa con Soriano che conclude a lato. Ma subito dopo è il Milan a uscire: il solito Ibra dà dimostrazione della sua classe con un colpo di tacco e successivo diagonale di poco fuori, conclusione su cui è decisiva la deviazione di Tomiyasu. Poi tocca a Calhanoglu: altro diagonale impreciso. Il Bologna fatica a rendersi pericoloso (Gigio blocca un tiro di Dominguez) il Milan lo fa, ma non inquadra la porta. Gabbia e Bennacer partecipano all’azione d’attacco: l’errore dell’algerino su ribattuta di Skorupski arriva a due metri dalla porta. Al 35’ ci pensa Ibra: cross di Theo, Zlatan stacca su Dominguez e trova l’angolo giusto. Non è un caso che il gol arrivi da un’azione sviluppata a sinistra: Hernandez attento dietro e propositivo davanti si conferma punto di forza della squadra. E poi il solito Ibrahimovic.

DOPPIETTA — Nel segno di Ibra si apre anche la ripresa, che potrebbe vedere Zlatan raddoppiare già dopo 2’: Skorupski respinge di pugno. La doppietta non tarda ad arrivare: dopo cinque minuti, Bennacer conquista una punizione al limite dell’area che la Var trasforma in rigore. Il fallo di Orsolini è avvenuto dentro l’area: Ibra stavolta trasforma dal dischetto. Zlatan si è ripresentato in ottima forma, la partita di cinque giorni fa non pesa sulle sue gambe da quasi trentanovenne: conclude altre due volte, la seconda dopo aver superato il portiere avversario con la palla calciata incredibilmente fuori. Il Bologna continua a faticare e si vede solo con Olsen passata la mezzora, il Milan a spingere sullo stesso acceleratore di sinistra: grande partita di Theo. Al 32’ arriva l’esordio in campionato di Tonali, entrato al posto di Kessie. Nel finale è ancora Bologna con assalti senza successo: prima Sansone poi Santander, che stampa sul palo e infine Tomiyasu. L’orgoglio si esaurisce però con l’espulsione di Dijks per doppia ammonizione. Finisce 2-0: e tra 72 ore il Milan sarà di nuovo qui contro il Bodoe Glimt, di nuovo decisiva per proseguire il cammino europeo.

Fonte: Gazzetta dello Sport
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9/24/2020 12:42 AM
 
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Caso Diawara, 3-0 a tavolino per il Verona.
La Roma farà ricorso

I giallorossi pagano l'inserimento del guineano negli U22 e non tra gli “over”


Chiara Zucchelli


Il giudice sportivo della Serie A ha inflitto lo 0-3 a tavolino alla Roma per aver schierato sabato sera nella partita di esordio del campionato contro il Verona il centrocampista Amadou Diawara, non incluso nella lista dei 25 giocatori della rosa visto che non era né negli Under 22, avendo compiuto 23 anni a luglio, né negli Over, dove ora è stato inserito.

UNA SETTIMANA DI TEMPO — In serata la presentazione dell'"avviso di reclamo" da parte della Roma, anticamera del ricorso vero e proprio da presentare entro una settimana: entro dieci giorni ci sarà il dibattimento. Il club giallorosso punterà sulla buonafede e sul fatto che non ha avuto alcun vantaggio dall’errore (avendo ancora vari slot liberi per gli Over). A questo punto il Verona sale a quota tre punti in classifica, la Roma scende a zero, dopo che i 90’ si erano conclusi sullo 0-0.

Fonte: Gazzetta dello Sport
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SERIE A 2020/2021 1ª Giornata (1ª di Andata)

19/09/2020
Fiorentina - Torino 1-0
Verona - Roma 0-0 (3-0 a tavolino)
20/09/2020
Parma - Napoli 0-2
Genoa - Crotone 4-1
Sassuolo - Cagliari 1-1
Juventus - Sampdoria 3-0
21/09/2020
Milan - Bologna 2-0
30/09/2020
Benevento - Inter -
Udinese - Spezia -
Lazio - Atalanta -

Classifica
1) Genoa, Juventus, Verona(**), Milan, Napoli e Fiorentina punti 3;
7) Cagliari e Sassuolo punti 1;
9) Atalanta(*), Benevento(*), Inter(*), Lazio(*), Spezia(*), Udinese(*), Torino, Bologna, Parma, Crotone, Roma(**) e Sampdoria 0 punti.

(gazzetta.it)

Benevento - Inter, Udinese - Spezia e Lazio - Atalanta sono state posticipate al 30 settembre d'ufficio per consentire un adeguato
inizio della preparazione della nuova stagioone a causa del protarsi degli impegni agonistici della precedente.
(*) Atalanta, Benevento, Inter, Lazio, Spezia e Udinese una partita in meno.
(**) Vittoria a tavolino per il Verona dopo le decisioni del giudice sportivo sul caso Diawara (in attesa del ricorso della Roma).
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